Bankitalia e Abi assieme: il governatore Mario Draghi ha partecipato ieri a un vertice straordinario con il comitato esecutivo dell’associazione bancaria italiana. Prima di ieri era successo solo con Guido Carli nel 1970 e Donato Menichella negli anni Cinquanta. Non è tutto: nell’incontro si è convenuto di «costituire un gruppo congiunto per esaminare i problemi strutturali del sistema bancario e quelli attinenti alla regolamentazione prudenziale, fiscale e dei mercati, al fine di formulare proposte condivise».
Le banche hanno chiesto di armonizzare «tempestivamente» la normativa italiana a quella Ue, per «favorire condizioni distese di accesso alla liquidità». A ricaduta - è la posizione delle banche - sarà possibile svolgere «in pieno» il ruolo di finanziamento di famiglie e imprese.
Nel summit a porte chiuse a Palazzo Altieri - presenti anche i due vice direttori di Bankitalia Giovanni Carosio e Anna Maria Tarantola e il funzionario generale Claudio Clemente - le banche hanno sollevato alcuni nodi fondamentali. Primo, l’esigenza che venga agevolato il rafforzamento del patrimonio che dal 2013 sarà reso gradualmente obbligatorio dagli accordi di “Basilea 3”, tema particolarmente caro a Draghi. Le banche hanno lamentato un trattamento fiscale svantaggioso rispetto ad altre tipologie d’imprese e ad altri paesi europei (c’è in particolare il problema delle imposte differite). E una iper-regolamentazione (con circa 300 norme che disciplinano l’attività bancaria). La richiesta generale è quella di «favorire condizioni distese di accesso alla liquidità».
Il comitato esecutivo, aperto dal presidente dell’Abi Giuseppe Mussari seguito dal presidente del Comitato piccole banche Camillo Venesio, ha poi visto l’intervento di Draghi. Si sarebbe anche discusso - come ha spiegato il presidente della Banca popolare di Milano, Massimo Ponzellini - anche dei circa 230 miliardi di euro di bond bancari che nel 2011 gli istituti di credito dovranno rifinanziare, in condizioni di mercato che al momento si presentano più difficili rispetto agli scorsi anni.
Negativo il commento di Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, che parla di una «evidente collusione tra vigilanti e vigilati a danno di consumatori, risparmiatori, piccole e medie imprese e famiglie sempre più saccheggiate ed usurate da quell’intreccio perverso ed incestuoso di interessi banche-Bankitalia».
Secondo Lannutti le banche «hanno il dovere di armonizzare tassi, costi e condizioni al contesto europeo, non chiedere i soliti favori alla politica, ai governi ed alle autorità vigilanti».
Fonte: ilsecoloxix.it


