Nonostante la fase peggiore della crisi sia alle spalle, le banche quando si tratta di concedere dei prestiti continuano a non mettere mano al portafoglio come si dovrebbe.
Nel secondo semestre dello scorso anno, prendendo a riferimento il sistema delle piccole e medie imprese in tutta Europa, ben il 42% delle Pmi ha lamentato difficoltà nell’accesso ai prestiti bancari. Questo è quanto emerge da un’ultimissima indagine a cura della Banca centrale europea; il dato non è incoraggiante se si considera che nel primo semestre 2009 la percentuale di Pmi che rilevavano difficoltà nell’accesso al credito si era attestata al 43%.
Insomma, l’indagine della Bce rivela come in materia di concessione di prestiti bancari non sia in media cambiato nulla da un semestre all’altro, mentre decisamente diversa è la situazione per le grandi imprese che nel complesso, secondo quanto riporta la Confesercenti, hanno in merito dellevalutazioni che sono meno negative.
A fronte di un 42% di Pmi che rileva difficoltà nel momento in cui bussano alla porta delle banche, solo un 10%, in base all’indagine della Bce, afferma di aver rilevato invece dei miglioramenti. L’indagine, che la Banca centrale europea effettua in collaborazione con la Commissione europea basandosi su un campione di oltre 5.300 imprese presenti in ben sedici Paesi dell’eurozona, rivela anche che una buona metà delle piccole e medie imprese nel secondo semestre dello scorso anno ha dichiarato un bisogno di credito invariato rispetto al semestre precedente.
Per quanto riguarda il nostro Paese, nel complesso si può dire che negli ultimi mesi, in linea con quanto avvenuto nella fase più acuta della crisi, le grandi banche hanno generalmente concesso credito alle famiglie ed alle pmi, ma si sono anche concentrate sulle grandi realtà imprenditoriali, mentre Istituti come quelli rientranti nel circuito delle Banche popolari e delle Banche di Credito Cooperativo sono stati decisamente più vicini alla micro e piccola impresa ed ai liberi professionisti.


